{"id":609,"date":"2022-12-08T19:35:36","date_gmt":"2022-12-08T18:35:36","guid":{"rendered":"https:\/\/antoniotonelli.info\/?page_id=609"},"modified":"2022-12-08T19:50:05","modified_gmt":"2022-12-08T18:50:05","slug":"intervista-ad-antonio-tonelli-di-giuseppe-possa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/antoniotonelli.info\/index.php\/intervista-ad-antonio-tonelli-di-giuseppe-possa\/","title":{"rendered":"Intervista ad Antonio Tonelli di Giuseppe Possa"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pubblicata il 9 febbraio 2022 sul sito web pq La scintilla, blog di cultura, critica, arte, recensioni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Di recente, sono andato a trovarlo nella sua casa di Milano, per proporgli qualche domanda sulla sua vita e sul suo \u201cmestiere\u201d di pittore. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antonio, parla dei tuoi inizi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I miei inizi pittorici avvennero negli anni quaranta quando fui avviato al disegno e ai pastelli colorati, piuttosto che al solfeggio musicale suggerito da mia madre, che bonariamente mi immaginava come futuro organista; ma il maestro di musica, il sacerdote don<strong> <\/strong><strong>Gino<\/strong>, parroco della SS. Annunziata di Pontremoli e amico di famiglia, propose ben presto, a ragion veduta, il \u201ccambio\u201d dalla musica alla pittura che fu decisamente proficuo. L\u2019interesse per la pittura matur\u00f2 ulteriormente negli anni quaranta, quando sbirciavo attraverso la finestra del pittore <strong>Remo Bianco<\/strong> che aveva lo studio di fianco all\u2019abitazione milanese di mia zia <strong>Angelina<\/strong>. Quando il maestro si accorse che guardavo di nascosto il suo lavoro, mi invit\u00f2 ad entrare per poterlo osservare direttamente. Da quel momento, ritengo di aver appreso gradualmente gli autentici valori dell\u2019arte e in particolare quanto fosse importante la ricerca specifica della \u201cmateria pittorica\u201d e la suggestione che poteva suscitare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi ti sostenne fin dall\u2019inizio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il primo critico d\u2019arte che mi ha sostenuto \u00e8 stato <strong>Giorgio Kaisserlian<\/strong>, il quale mi era stato presentato dal collezionista di libri antichi <strong>Ermenegildo Granata<\/strong> (caro amico di mio suocero Galileo) il quale, con grande generosit\u00e0 e fiducia nei miei confronti, mi offr\u00ec uno studio di fianco al suo appartamento e a quello dello stesso critico d\u2019arte, nel centro di Milano. Kaisserlian in tale circostanza mi frequentava quasi quotidianamente, seguendo il mio lavoro nei minimi dettagli. Presto mi indirizz\u00f2 verso <strong>Mino Pater<\/strong>, titolare dell\u2019omonima galleria d\u2019arte a Milano, che veniva periodicamente nel mio studio per vedere i quadri, rimanendone generalmente soddisfatto. Purtroppo, questa favorevole situazione dur\u00f2 poco tempo perch\u00e9 prima Kaisserlian e poco dopo anche Granata morirono e rimasi cos\u00ec senza i miei principali sostenitori. Per\u00f2 Mino Pater, gi\u00e0 al corrente della situazione, di l\u00ec a poco decise di allestire la mia mostra personale presentata dal critico d\u2019arte <strong>Gino Traversi<\/strong> con accenni anche a Giorgio Kaisserlian: era il 1971.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A questo punto si potrebbe intendere che la situazione sarebbe stata tutta da rifare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Invece no. Durante alcune riflessioni con Gino Traversi, mi riusc\u00ec di ricordare di aver conosciuto parecchi anni prima il critico d\u2019arte <strong>Mario De Micheli<\/strong> che, in poco tempo, sono riuscito a contattare presso la facolt\u00e0 di Architettura del Politecnico di Milano, dove teneva un corso di storia dell\u2019arte. Cos\u00ec, dopo un brevissimo periodo di aggiornamento, venne nel mio studio che, nel frattempo, avevo trasferito in un ampio locale lungo il naviglio e di l\u00ec a poco present\u00f2 una mia mostra di disegni presso la Biblioteca Civica di Saronno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E in seguito?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente venni introdotto da Mario De Micheli alla Galleria Ciovasso di Milano, diretta da <strong>Giovanni Billari<\/strong>, che aveva costituito un gruppo di artisti, fra i quali, i pittori <strong>Gabriele Mucchi<\/strong>, <strong>Aurelio C.<\/strong> (Ceccarelli), <strong>Luigi Biffi<\/strong>, <strong>Remo Pasetto<\/strong>, <strong>Pippo Spinoccia<\/strong>, <strong>Mirko Gualerzi<\/strong>, <strong>Franco Migliaccio<\/strong>, e altri operanti all\u2019interno del periodo storico denominato \u201cRealismo critico\/oggettivo\u201d. Dopo questa mostra, la mia pittura si rivolge all\u2019impegno sociale, alle problematiche dell\u2019emigrazione, a quelle del lavoro nelle fabbriche ed al sindacato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutti nomi di artisti noti a Milano, se ne aggiunsero poi altri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo, quelli con cui ho operato in quel periodo sono stati anche <strong>Giuseppe Scalvini<\/strong>, <strong>Bianca Orsi<\/strong>, <strong>Ernesto Treccani<\/strong>, <strong>Enzo Vicentini<\/strong>, <strong>Dimitri Plescan<\/strong>, <strong>Ernesto Tavernari<\/strong>, <strong>Luigi Timoncini<\/strong>, <strong>Gioxe De Micheli<\/strong>, <strong>Giansisto Gasparini<\/strong>, <strong>Alberto Venditti<\/strong> e altri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E tra i critici d\u2019arte, i galleristi e gli editori chi si sono interessati alla tua pittura?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tra i tanti, quelli che mi hanno seguito pi\u00f9 da vicino vorrei ricordare Mario De Micheli, <strong>Rossana Bossaglia<\/strong>, <strong>Raffaele De Grada<\/strong>, <strong>Giorgio Seveso<\/strong>, <strong>Gianni Pre<\/strong>, <strong>Giuseppe Possa<\/strong>, <strong>Felice Bonalumi<\/strong>, <strong>Luca Pietro Nicoletti<\/strong>, <strong>Teresa Garofalo<\/strong>, <strong>Pino Zanchi<\/strong>, <strong>Mario Portalupi<\/strong>, <strong>Marcello Venturoli<\/strong>, <strong>Renato Valerio<\/strong>, <strong>Montoya<\/strong>, <strong>Giorgio Mascherpa<\/strong>, <strong>Dino Campini<\/strong>, <strong>Dino Villani<\/strong>. Dei galleristi che nei vari anni mi hanno molto seguito ricorderei anche <strong>Arianna<\/strong> e <strong>Adalberto Sartori<\/strong> della Galleria Sartori di Mantova e la famiglia <strong>Forni<\/strong> dell\u2019omonima Galleria di Bologna. Mi vengono in mente anche tre editori che sono <strong>Grabriele Mazzotta<\/strong>, <strong>Antonio Vangelista<\/strong> e <strong>Nicola Teti<\/strong>, l\u2019Editoriale <strong>Giorgio Mondadori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Raccontaci dell\u2019ispirazione del tuo lavoro, della tua ricerca e cosa hai dipinto negli anni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come ho avuto gi\u00e0 modo di dire anche in altre circostanze, i miei esordi artistici, attorno agli anni Quaranta\/Cinquanta, sono stati caratterizzati dall\u2019amore per la pittura degli impressionisti: la libert\u00e0 di cui si nutrivano, il rifiuto di ogni convenzione ac\u00adcademica, un certo modo di dipingere inteso come vero e proprio linguaggio pittorico, mi indusse a studiare e riprodurre alcune loro opere: fu un periodo pittoricamente felice.&nbsp; Ma i pittori, come del resto ogni comune mortale, rimangono inevitabilmente immersi nel clima politico-culturale dell\u2019epoca in cui vivono, tanto che i loro pensieri e le loro espressioni arti\u00adstiche non possono essere da esso disgiunti. Nel clima, dunque, di accesi scontri ideologici, culturali e lotte sindacali, non sem\u00adpre la felicit\u00e0 e la gioia di vivere degli impressionisti trovavano diritto di cittadinanza nell\u2019ambito della mia coscienza civile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali tecniche hai utilizzato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il senso \u201cmateria pittorica\u201d che ho menzionato precedentemente dest\u00f2 sempre il mio interesse e quindi mi sono sempre occupato anche della ricerca dei materiali e delle tecniche. In senso generale posso dire di avere iniziato con acquerelli e colori ad olio, preferendo sempre una superficie liscia e morbida come la tela. Successivamente, iniziando ad impiegare anche i colori acrilici e polimerici, introdussi l\u2019uso di lastre di masonite che si prestavano molto bene per mescolare i colori con altri materiali eterogenei quali, ad esempio, la sabbia, il pietrisco, alcuni metalli, materiali di plastica e molto altro; il tutto allo scopo di raggiungere il livello di emozione che desideravo esprimere con ogni mia opera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come definisci il tuo lavoro in generale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una caratteristica essenziale del mio lavoro \u00e8 la libert\u00e0 di espressione rivolta al clima politico, sociale e culturale dei vari periodi che ho vissuto e vivo. Da qui l\u2019origine della ricerca in varie direzioni, a volte anche contrastanti, per trovare un linguaggio pittorico atto ad esprimere il senso di ci\u00f2 che vivevo e che volevo rappresentare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un episodio che ha determinato il tuo passaggio da un sogno d\u2019arte a una professione d\u2019artista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fin dall\u2019inizio mi sono dedicato all\u2019analisi critica della realt\u00e0 e quindi non \u00e8 mai esistito un sogno d\u2019arte, ma c\u2019\u00e8 sempre stata la necessit\u00e0 di operare da subito, nei limiti del possibile, in un contesto professionale e quindi il \u201cpassaggio\u201d contenuto nella domanda, se c\u2019\u00e8 stato \u00e8 stato sicuramente naturale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono state le mostre pi\u00f9 importanti della tua carriera?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutte le mostre che ho allestito nei vari anni le ho vissute e preparate con estremo impegno e partecipazione, tant\u2019\u00e8 che potrei concludere questa domanda dicendo che a mio avviso tutte le mostre sono state importanti. Per\u00f2 penso che la pi\u00f9 importante in assoluto sia stata l\u2019Antologica 1959-2011 (\u201cUn viaggiatore nel tempo\u201d), presso Cascina Roma di San Donato Milanese (MI). In corrispondenza di questa mostra \u00e8 stata realizzata un\u2019importante monografia dal titolo \u201cUn viaggiatore nel tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parla della pittura che hai vissuto tu dagli anni 60 a oggi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I vari cicli che ho proposto nel tempo, essendosi susseguiti per una trentina d\u2019anni, rivelavano esiti pittorici piuttosto diversi poich\u00e9 durante questo lungo tempo credo si sia verificato un processo progressivo di crescita e una presa di coscienza pi\u00f9 risoluta nei confronti del mondo ogget\u00adtivo che volevo indagare. In questo primo periodo le tematiche erano rivolte al tor\u00admentato mondo proletario, al lavoro operaio, all\u2019emigrazione, all\u2019impegno sindacale, all\u2019ambiente, al degrado urbano, all\u2019inquinamento ed all\u2019ecologia. Penso che <strong>Van Gogh<\/strong> abbia analizzato e rappresentato le tematiche di cui mi sono occupato anche io e, a tale proposito, ho dedicato un ciclo di opere proprio a quel grande artista.&nbsp; Un altro tema che ho sviluppato in seguito era rivolto all\u2019arte sacra. Questo, dunque, \u00e8 il percorso che mi ha coinvolto eticamen\u00adte e artisticamente per una quarantina di anni; ritengo questo mio impegno abbastanza esaustivo in rapporto al mio lavoro, poich\u00e9 in esso ha sempre prevalso il tentativo di capire i mu\u00adtamenti e gli interrogativi posti dalla mia epoca, cercando di interpretarla pittoricamente, a volte razionalmente, a volte emotivamente, ma senza enfasi n\u00e9 tendenze di moda e senza mai staccarmi dalle verit\u00e0 e dai valori fondamentali che rego\u00adlano i ritmi della vita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Hai qualche consiglio da dare ai giovani artisti emergenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non seguire le mode, ma solamente il proprio istinto artistico. Se economicamente possibile, consiglio ai giovani di non seguire le leggi del mercato, ma di esprimersi possibilmente in coerenza con la propria visione del mondo e dell\u2019Arte. Cercare di mantenere alto il livello di dedizione pure e soprattutto nei momenti di eventuale difficolt\u00e0. &nbsp;Anche se spesso \u00e8 difficile, non confondere l\u2019Arte con altre forme di espressione che il pi\u00f9 delle volte sono effimere, di moda e decantati, ma che non hanno nulla a che vedere con essa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa hai ancora intenzione di fare in futuro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mantenere la presenza nelle manifestazioni, nei cataloghi di mio interesse e continuare pittoricamente il mio \u201cviaggio nel tempo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicata il 9 febbraio 2022 sul sito web pq La scintilla, blog di cultura, critica, arte, recensioni Di recente, sono andato a trovarlo nella sua casa di Milano, per proporgli qualche domanda sulla sua vita e sul suo \u201cmestiere\u201d di pittore. Antonio, parla dei tuoi inizi. 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