{"id":147,"date":"2022-05-23T15:07:19","date_gmt":"2022-05-23T13:07:19","guid":{"rendered":"https:\/\/antoniotonelli.info\/?page_id=147"},"modified":"2023-01-09T17:13:42","modified_gmt":"2023-01-09T16:13:42","slug":"testo-per-il-sito-web-lorecchio-di-van-gogh-di-giorgio-seveso","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/antoniotonelli.info\/index.php\/testo-per-il-sito-web-lorecchio-di-van-gogh-di-giorgio-seveso\/","title":{"rendered":"Testo per il sito web L\u2019orecchio di Van Gogh, di Giorgio Seveso"},"content":{"rendered":"\n<p>Caro Vincent,<\/p>\n\n\n\n<p>di certo non immaginavi neanche lontanamente la misera fine dell\u2019arte nostra, altrimenti nemmeno l\u2019altro padiglione aurico\u00adlare sarebbe sfuggito alla tremenda azione del tuo irato rasoio. Vorrai scusare il tono scherzoso, ma \u00e8 solo per un approccio benevolo\u2026 tanto sappiamo tutti che non sono certo stati i per\u00adcorsi e i destini dell\u2019arte altrui a darti affanno, a renderti preda della tua nobile follia, quanto piuttosto l\u2019ignobile emargina\u00adzione operata nei tuoi confronti dalla societ\u00e0, e il conseguente fallimento dei tuoi rapporti umani.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella tua breve ma intensa traiettoria l\u2019evoluzione del colore assumeva via via chiavi cromatiche sempre pi\u00f9 accese, adatte a esprimere le tue prorompenti vibrazioni psicologiche. Cos\u00ec partivano dalla Provenza soleggianti e infiammati segnali: non disdegnando di raccogliere i germogli dei semi di Seurat, at\u00adtraverso le tue magiche manipolazioni del colore imprimevi a fuoco sul quadro vivide parabole di energia solare, anticipan\u00addo cos\u00ec gli elementi del primo espressionismo, per esternare l\u2019inquietudine e la protesta dell\u2019avanguardia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cContinuit\u00e0, dunque, e mutamento, validi nel tuo caso e in tutto l\u2019avvicendarsi dell\u2019arte. Le eredit\u00e0 culturali vivono nella dinamica della storia, e attraverso le individualit\u00e0 degli artisti, che nella storia sono immersi e agiscono, si modificano anche radicalmente. La dialettica di questi processi storico-culturali \u00e8 indubbiamente complessa, ma il rendersi conto della sua realt\u00e0 \u00e8 il modo pi\u00f9 fruttuoso per aprirsi alla conoscenza del fenomeno artistico. Dunque, mutamento nella continuit\u00e0, o meglio: rinnovamento nella continuit\u00e0.\u201d Sono parole di Mario De Micheli, dal suo libro del 1978 <em>Le poetiche<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>In tali circostanze risultava possibile, fino a ieri, interpretare e valutare i processi artistici di ogni epoca. Per la pi\u00f9 parte di quelli di oggi, invece, il processo diventa problematico: sembra di ripartire dall\u2019anno zero, con gli \u201coperatori dell\u2019arte\u201d (vide\u00adoartisti, fotografi, installatori di vario tipo, assemblatori ecc.) che si sottraggono alla dialettica storica, affidandosi esclusi\u00advamente all\u2019improvvisazione e al non-senso, allo stucchevole e all\u2019eclatante, spesso con l\u2019aggravante che l\u2019enorme quantit\u00e0 di ritrovati tecnico-scientifici di cui dispongono e che utiliz\u00adzano senza il sostegno di una poetica autentica rende i loro prodotti incomprensibili e privi di anima, troppo simili fra di loro e disgiunti da ogni specificit\u00e0 di realt\u00e0 locali o nazionali. Tutto sembra concorrere essenzialmente al sensazionalismo e alla spettacolarizzazione, con il risultato evidente di vanificare le funzioni intellettuali dello spettatore, distogliendolo cos\u00ec da possibili riflessioni critiche su importanti problemi quali, ad esempio, la fame nel mondo, il razzismo dilagante, la mortalit\u00e0 infantile nei paesi sottosviluppati, le donazioni di organi umani non sempre spontanee, lo schiavismo in forme attualizzate, i pericoli di nuove guerre ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostanzialmente la responsabilit\u00e0 di tutto ci\u00f2 credo non si possa attribuire a qualcuno in particolare: ogni epoca \u00e8 carat\u00adterizzata dal proprio pensiero filosofico, politico, letterario, e difatti \u201cl\u2019artista appartiene al suo tempo, vive dei suoi costumi e delle sue abitudini, ne condivide le concezioni e le rappre\u00adsentazioni\u201d (ancora De Micheli). Pertanto, se impoverimento del complesso culturale e spirituale vi \u00e8 stato per tutto il secolo appena trascorso, l\u2019attivit\u00e0 artistica non poteva che subirne le conseguenze. Ma allo stesso tempo \u00e8 altres\u00ec evidente come que\u00adsto processo involutivo venga governato da un impero dell\u2019arte formato da determinati mercanti, collezionisti, galleristi, cri\u00adtici, curatori, direttori di musei, media, addetti ai lavori vari che, in funzione del proprio interesse, attraverso una scaltra regia operativa, stabilisce quale sia l\u2019arte protocollare e quali gli artisti da riconoscervi, riservando loro molteplici possibilit\u00e0 espositive e di mercato. Piuttosto miserella la situazione, vero? Ma purtroppo, credo, maledettamente reale.<\/p>\n\n\n\n<p>E dunque, caro Vincent, quali saranno i destini dell\u2019arte no\u00adstra? Non \u00e8 facile dirlo. Pi\u00f9 per ostinato ottimismo che per realistica previsione spero in una ragionevole inversione di tendenza; ma se ci\u00f2 non dovesse avvenire, parafrasando Clark Gable in <em>Via col vento<\/em>, mi viene spontaneo dire: \u201cFrancamente me ne infischio!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Un caro saluto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Antonio Tonelli,<\/em> <em>19 settembre 2001<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Vincent, di certo non immaginavi neanche lontanamente la misera fine dell\u2019arte nostra, altrimenti nemmeno l\u2019altro padiglione aurico\u00adlare sarebbe sfuggito alla tremenda azione del tuo irato rasoio. 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